Video games l’evoluzione nel tempo

Per tutti coloro che come me, sono nati tra gli anni 70 e 80; hanno vissuto la grande evoluzione dei video games, forse una delle poche note positive di coloro nati in quegli anni.

Il primo prototipo di gioco venuto al mondo è OXO, nato dai computer degli anni ’50. Per essere più precisi correva l’anno 1952 presso l’Università di Cambridge; quando per la prima volta su un computer chiamato EDSAC. “Electronic Delay Storage Automatic Calculator”; venne programmato il primo gioco, appunto OXO.

la prima forma di video games oxo, il classico gioco del tris
oxo il

Di conseguenza la prima pietra miliare di tutti i video games; fu posta semplicemente con un video gioco che riproduceva il classico tris. Difatti OXO non era altro che il gioco del tris, in versione digitale. Vi era una griglia di 9 caselle; sulla quale era segnata un “O” e una “X”. Il primo che riusciva a mettere in fila il proprio simbolo sia in verticale , orizzontale o diagonale vinceva.

Con il passare del tempo vennero create altre elaborazioni di OXO. Negli anni tra il 1961 ed 1962 al MIT, negli Stati Uniti, un gruppo di giovani scienziati riesce a dare movimento a dei puntini luminosi su uno schermo catodico collegato a un PDP-1. Uno dei primi computer con dimensione “umana”; nasce così Spacewar!, il primo videogioco creato a scopo ludico; realizzato principalmente da Steve “Slug” Russell.

L'immagine rappresenta la semplicità del gioco spacewar, il quale comunque riscosse un enorme successo in quegli anni
immagine del videogame spacewar

La rivoluzione dei video giochi

Il vero sviluppo dei video games si ebbe negli anni ’70, con l’avvento dei cabinati, i quali riempirono le sale da gioco. IL mondo era entrato in un altra era, quella videoludica. Nulla sarebbe stato più come prima; in quei anni incombeva sul mondo la così detta guerra fredda Tra Russia ed America. Le quali oltre sul fronte bellico, si fronteggiavano anche per la conquista dello spazio. Erano anni pieni di tensioni, pertanto i video games portarono un pò di distrazione, o meglio tutti adesso potevano giocare alla guerra senza farsi male. Nacquero così le prime industrie di video games.

1972 nascita dell’Atari

Nell’anno 1972 nasce la prima casa di sviluppo per video games, l’Atari. Il primo videogioco prodotto dalla casa videoludica fu un game arcade dal nome  PONG, il quale ha come primato di essere anche il primo grande successo dell’industria. Il gioco consisteva nel muovere delle racchette su uno schermo al fine di colpire una pallina che rimbalzava da una parte all’altra dello schermo. Dopo che l’atari nel 1972 che con i cabinati arcade aveva rivoluzionato le sale da gioco; pensa al passo successivo; pertanto nel 1975 produce la prima console dedicata , la quale ebbe un grande successo; adesso si poteva giocare anche in casa con gli amici ai videogames.

immagine del videogame spacewar

1978 l’inizio dell’età d’oro dei video giochi

L’anno 1978 dagli esperti del settore venne definito come l’inizio dell’età dell’oro dei videogames nel mondo, perché a partire da quell’anno le case produttrici iniziarono a sfornare titoli di grande impatto sul mercato videoludico, come:

  • Space invaders
  • Asteroid
  • Breackout
  • Galaxian
  • Night driver

In questi anni in oltre cominciano a diffondersi gli home computer, modelli di personal computer  i cui costi contenuti e più abbordabili; suscitarono un grande interesse tra gli estimatori del settore anche perché utilizzabili da utenze domestiche poco esperte, e quindi adatti anche a un uso del tutto o in parte a fini di intrattenimento. In questi anni nacquero anche i primi sparatutto a scorrimento, seppure ancora i videogiochi erano in bianco e nero, riscossero un grande successo. I ragazzi di quell’epoca, si sentivano i pionieri di una nuova tecnologia che avanzava insieme a loro; evolvendosi ogni volta in qualcosa di più sofisticato e coinvolgente. nacquero così quelli che furono e definiti i primi bestseller dei videogiochi come Mario chiamato all’epoca Jumpman e Pac-man.

La vera rivoluzione che fu inserita con Mario e pac-man, stava nel fatto che in questi casi l’utente poteva identificarsi con un personaggio e diventare il soggetto del gioco. Gli home computer, in questi anni diedero un ulteriore spinta al settore videoludico; anche perché adesso erano dotati di joystick una vera rivoluzione per quei tempi. Molti modelli, come i Commodore, Sinclair o MSX, divennero storiche macchine da gioco al pari delle console. Tra i molti giochi apparsi originariamente su queste piattaforme si possono citare 3D Monster Maze, precursore dei moderni sparatutto in prima persona, e Mystery House, la prima avventura con grafica.

1982 La commodore entra in gioco

Per la precisione la Commodore Business Machines Inc. nel gennaio del 1981 entra nel mercato degli home computer per rispondere al crescente interesse del mercato consumer con il primo prodotto chiamato VIC 20. Dopo il grande successo che riscosse questo personal, l’azienda decise di continuare su quella stesa linea ma implementando grafica e suono; nasce così nella primavera del 1982 il commodore 64. all’interno di quel case vi era equipaggia una RAM di 64KB tutti indirizzabili alla CPU da 8 bit; in oltre c’è un chip dedicato alla grafica e uno alla riproduzione musicale; una grande rivoluzione per l’epoca.

Questo computer in oltre poteva essere programmato in linguaggio basic; in quegli anni nacquero i primi nerd del settore, i quali muovevano i primi passi nell’informatica amatoriale, digitando le prime stringhe sulla inconfondibile tastiera del c64. visto il grande successo di questo pc/console molte industrie videoludiche iniziarono a sfornare valanghe di videogiochi che giravano sul commodore 64, anche perché questo dispositivo permetteva di caricare i giochi in diversi modi; da musicassette, con cartucce e persino con floppi disk. questa per l’epoca fu una grande svolta, anche se per la maggiore si vendettero più cassette per il costo più abbordabile.

Per questo personal computer, produssero un’infinità di titoli; come ad esempio:
  • Activision
  • Beamrider, 1984
  • Decathlon, 1984
  • Designer’s Pencil, 1984
  • H.E.R.O., 1984
  • Pastfinder, 1984
  • Pitfall (Activision), 1984
  • Pitfall 2, 1984
  • River Raid, 1984
  • Space Shuttle, 1984
  • Toy Bizarre, 1984
  • Zenji, 1984
  • Zone Ranger, 1984
  • Atari
  • Battlezone, 1983
  • Centipede, 1983
  • Defender, 1983
  • Dig Dug, 1983
  • Donkey Kong, 1983
  • Galaxian, 1983
  • Jungle Hunt, 1983
  • Moon Patrol, 1983
  • Ms. Pacman, 1983
  • Pac-Man, 1983
  • Pole Position, 1983
  • Robotron 2084, 1983
  • Broderbund
  • Choplifter, 1982
  • Christmas Cartridge Pack (Raccolta di cartucce) con Choplifter e Lode Runner, 1982
  • Lode Runner, 1983
  • Seafox, 1982
  • Serpentine, 1982
  • CBS Software
  • Big Bird’s Funhouse, 1984
  • Big Bird’s Special Delivery, 1984
  • Coconotes, 1984
  • Ducks Ahoy!, 1984
  • Ernie’s Magic Shapes, 1984
  • Halftime Battlin’ Bands, 1984
  • Letter-Go-Round, 1984
  • Math Mileage, 1984
  • Movie Musical Madness, 1984
  • Peanut Butter Panic, 1984
  • Sea Horse Hide’n Seek, 1984
  • Timebound, 1984
  • Webster: The Word Game, 1983
  • Commodore
  • A Bee C’s,1983
  • Blueprint, 1983
  • C64 Games System, 1989 (4 giochi: Fiendish Freddy, Flimbo’s Quest, Klax, International Soccer)
  • Dragonsden, 1983
  • Frog Master, 1983
  • Gorf, 1983
  • International Soccer alias International Football, 1983
  • Jack Attack, 1983
  • Lazarian, 1983
  • Number Nabber/Shape Grabber, 1983
  • Omega Race, 1982
  • Solar Fox, 1983
  • Star Post, 1983
  • Star Ranger, 1983
  • Super Games, 1988 (3 giochi: Colossus Chess, International Football, Silicon Syborgs)
  • Super Smash, 1983
  • Tooth Invaders, 1982
  • Viduzzles, 1983
  • Wizard of Wor, 1983

Per i nostalgici dell’epoca vi lascio dei link dove acquistare un emulatore del commodore 64; oppure del VIC20.

Solo per citarne alcuni ma la lista in realtà sarebbe molto più lunga, per i più nostalgici dell’epoca vi rimando ad un video su youtube ; con una bella raccolta di video games. Dopo il successo del vic 20 e del commodore 64, nel 1985 la Commodore acquistò la società “Amiga corporation” e della fusione nacque l’Amiga Commodore con la prima versione Amiga 500, e in seguito 600, 1200 e 2000; si era entrati nell’era dei giochi a 16 e 32 bit, un notevole passo in avanti sia per grafica che per effetti speciali. Ma come tutte le belle cose prima o poi sono destinate a finire e nell’aprile del 1994 la società fallì. La Commodore lasciò un grande vuoto tra gli estimatori, i quali ormai erano diventati utenti esperti del settore che non si limitavano solamente a giocare ma, sperimentavano digitando stringhe in basic o visual basic.

La quarta era dei video games e delle console

Questi anni videro la nascita delle prime e vere console per videogiochi degni di questo nome, come il Sega mega drive e del super Nintendo, anche se in un passato recente avevano avuto momenti di gloria con il Sega master System e con la Nintendo dove quest’ultima riscosse tantissimo successo il super famoso idraulico super Mario, icona della Nintendo. Presto la notorietà delle console sul mercato venne sbaragliata dalla Sony Interactive Entertainment che nel 1994 immise sul mercato la PlayStation fu un enorme successo dando inizio ad una rivoluzione che modificò l’immagine delle console stesse per il grande pubblico, da prodotto pensato per un pubblico più giovane a realtà tecnologica in grado di cambiare la quotidianità familiare.

La Sony in oltre cambiò totalmente i supporto del caricamento dei giochi, adesso questi ultimi non erano in cartucce o floppy disk ma in CD; la PS1 fu la prima console ad aver una unità ottica digitale per la lettura dei compact disk. ovviamente i supporti ottici permettevano una grande spazio dove archiviare i giochi e la grafica della play station era ineguagliabile per le altre console.

video games e 3D

La vera rivoluzione nei video games avviene con l’avvento dei motori grafici 3D, meglio conosciuti “graphics engine 3d”; l’esperienza di gioco cambia totalmente, adesso l’utente ha la possibilità di spaziare “liberamente” all’interno della piattaforma con una grafica decisamente migliorata; tuttavia i primi risultati apprezzabili della grafica 3D nei videogames si ebbe su tutte le piattaforme già agli inizi degli anni Novanta, ad esempio in Alone in the dark (1992) o Star Fox (1993), nonché nei giochi da sala, come per il primo Virtual Fighter (1993). Grazie a PC, adesso il mercato proponeva dispositivi con decine o in alcuni casi centinaia di MB di memoria RAM da sfruttare per la grafica. Mentre questo prima degli anni Novanta era un problema perché si doveva scendere a compromessi con la disponibilità della RAM dei dispositivi dell’epoca, sia per le console che per i primi Personal computer, ad esempio il commodore 64.

In quel periodo nacquero molti giochi privi di ambientazione, i quali esaltavano la grafica piatta di quei tempi ad esempio street fighter; il quale anche se utilizzava il classico scorrimento orizzontale riscosse un grande successo. Adesso ognuno poteva scegliere un suo personaggio preferito e sfidare gli amici. La vera differenza e la svolta decisiva fu fatta dalla SONY, con l’introduzione del mercato della playstation era il 1994. Con l’introduzione della console Sony adesso era possibile creare giochi in 3d,i giochi adesso erano in cd dove vi si poteva immagazzinare molti più dati e caricarli in modo più veloce. Ma per i giochi in 3D si doveva scendere a compromessi.

Si era arrivati ad un punto di svolta, gli sviluppatori erano ad un bivio dovevano scegliere se era più conveniente un video games in 3D dalla giocabilità indiscutibile ma dall’aspetto un spigoloso o meglio poligonale; oppure ritornare al vecchio 2D sfruttando tutta la potenza grafica e quindi avere un definizione dettagliata. Alla fine il vero colpo di genio fu che gli sviluppatori dei giochi per la playstation scelsero entrambe le soluzioni, ossia con grafica mista. Realizzarono personaggi tridimensionali su sfondi bidimensionali, il vantaggio e che si poteva muovere il personaggio in 3D in tutte le direzioni su scenari dettagliati; un esempio fu Resident evil.

video games in 3D per playstation resident evil basato sulla grafica ibrida 2D e 3D
Scena del gioco resident evil per ps1

Lo sviluppo dei videogames ancora oggi è in continua evoluzione ed ai giorni la tecnologia fa passi da gigante sia nel settore del 3D, con nuovi motori grafici e programmi performanti, sia a livello di console e computer gaming immettendo sul mercato veri mostri per giocare.

Per i più nostalgici vi lascio dei link dove acquistare console dei vecchi videogames:

console del mitico commodore 64.
Commodore 64

Texture gratis pronte da scaricare

La “texture” è un’immagine, per tanto la sua forma è bidimensionale, ogni volta che viene riprodotta su una o più facce poligonali; allo scopo di conferire un effetto quanto più verosimilmente realistico possibile.

Queste immagini vengono utilizzate in diversi software, principalmente in programmi di editing di immagini come ad esempio photoshop. La massima espressione le texture la ottengono con i software 3d, dove vengono sfruttate tutte le caratteristiche di queste immagini.

tavolino  di marmo con texture applicate con sopra di esso un vaso di vetro ed un tovagliolo damascato.
texture applicate ad un render.

Le UV mapping

Il texture mapping in computer grafica è una tecnica che permette di proiettare una o più texture sulla superficie di un modello 3D, utilizzando le coordinate UV. In questo modo le texture simulano le caratteristiche di uno specifico materiale senza appesantire la scena. La tecnica delle texture veniva utilizzata anche un tempo nei primi videogiochi in 2D. quindi possiamo affermare che è una tecnica conosciuta e affermata; sia nel settore videoludico che in quello dei render 3D. Queste immagini hanno diverse caratteristiche.

Le texture nella computer grafica 3D

Le texture nel 3d oltre a determinare i diversi materiali hanno anche diversi scopi

  • Raffigurare immagini: in una scena dove deve essere raffigurata una fotografia o illustrazione
  • Aggiungere dettaglio: nel 3d si cerca in più modi possibili di alleggerire la scena, in questo le texture hanno un ruolo fondamentale.
in questa scena le texture assegnate ai diversi oggetti ed alla scena stessa e determinante; senza di esse la scena sarebbe priva di immagini e di colore.
Scena arricchita di dettagli con l’utilizzo delle texture

Pertanto le texture, oltre ad alleggerire la scena; con l’ausilio delle “UV MAP” rendono un effetto 3d realistico. Nel momento in cui vengono applicate ad una scena o anche a degli oggetti; restituiranno quell’effetto realistico e tridimensionale. Per ottenere lo stesso risultato con il disegno 3d, lo si sarebbe raggiunto, aggiungendo molti più vertici che avrebbero appesantito la scena con la conseguenza di allungare il tempo di rendering.

Render di un mobile, ai quali sono state applicate le varie uv map, dandogli un aspetto reale
texture applicata ad una mesh
Vediamo nel dettaglio le principali utilizzate per la computer grafica 3d:
  • Roughness
  • Normal
  • color
immagine rappresentativa di un esempio di texture di roughness.
Esempio di immagine roughness

Roughness, questa immagine, viene utilizzata per imprimere sulla mesh la rugosità di un materiale; di conseguenza il suo modo di riflettere la luce. Si presenta come un’immagine in bianco e nero con delle parti più scure o più chiare.

immagine texture relativa alla normal map, la quale definisce le zone in rilievo e in basso rilievo di un oggetto.

Normal map, è l’immagine che si occupa di simulare le parti in rilievo di un determinato materiale; solitamente si presenta con uno sfondo violetto e delle strisce bianche o nere, le quali corrispondono alle aree in rilievo o basso rilievo. questa immagine è molto importante al fine di avere un risultato 3d realistico.

texture color questa è la vera e propria immagine che riproduce il materiale

Color, questa è l’immagine delle sembianze che ha il materiale che rappresenta unendo queste tre immagini con la dovuta mappatura, queste restituiranno un risultato finale tridimensionale. L’utilizzo di questa tecnica data la sua importanza è affidata ad uno specialista nel settore della grafica 3D; a questo riguardo vi consiglio di andare a leggervi l’articolo riguardante “Giuseppe Milardi” nella rubrica intervista con l’artista.

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Raccolta di texture

Link utili:

Lavoro nel settore 3D, ecco come trovarlo

Il lavoro nel settore 3d
Tutti noi appassionati del 3D, che creiamo “opere d’arte” in tre dimensioni; che siano virtuali o reali come ad esempio realizzati con una stampante 3d. Almeno una volta, abbiamo fantasticato di far divenire la nostra passione un lavoro.

Il settore del virtuale ha molti sbocchi in diverse figure professionali. Le scuole italiane in questo settore; non formano in modo adeguato o mirato, il nostro paese ha una istruzione che non riesce a stare al passo con i tempi; sebbene il settore è in continua espansione.

Molti professionisti di questo mondo si sono formati in modo “autodidattico”, come d’altronde la maggior parte di noi; compreso me stesso. Quindi partiamo dal presupposto che non è indispensabile avere una laurea o un master nel settore ma competenze sul campo.

Vediamo in dettaglio le principali figure nel settore del 3D.

  • Modeler
  • Texture artist
  • Rigger
  • Animator
  • Printer
  • Game artist

Queste elencate sono tra le figure più importanti; dalle quali derivano altre sotto figure. Capita molto spesso, che alcune di queste specializzazioni vengano richieste da un’azienda in un unica persona; questo accade per limitarne i costi racchiudendo più specializzazioni in unica persona; quindi sarebbe opportuno, conoscere le basi di ogni settore, per poi specializzarsi in quella in cui siamo più propensi.

Ma vediamole nel dettaglio queste figure e di cosa si occupano realmente.

Il modeler

La prima figura è il “modeler”; Questa è la forma principale di lavoro, senza di essa nessuna delle altre potrebbe avvenire. Il modellatore e colui che da forma alle figure in tre dimensioni. Questa figura grazie a programmi dedicati e tramite delle tecniche; per meglio dire alla manipolazione con strumenti integrati nei software, trasforma dei vertici uniti tra loro. Comunemente definiti poligoni, in delle forme o utilizzando dei termini di settore in “mesh”. Quest’ultima può assumere qualsiasi tipo di forma; ma avrà una collocazione precisa nello spazio e delle dimensioni ben definite. Una mesh in oltre possiede delle facce che si distinguono tra interne ed esterne. Per tanto possiamo affermare che il modeler è colui che crea un oggetto in un ambiente virtuale; con determinate specifiche come, posizione misura e forma, in pratica come accade per chi modella le sculture. Questa figura ha principalmente due diversi settori in cui opera.

  • La modellazione organica.
  • La modellazione geometrica.

Le modellazioni

Organica: viene utilizzata per creare modelli 3D, ricchi di dettagli per cui sono richieste forme molto morbide. Come ad esempio volti umani, paesaggi, creature animali o umanoidi; ma anche prodotti industriali con design particolare.

Geometrica: viene utilizzata per creare forme artificiali come oggetti tecnici e meccanici; dove non sono richiesti dettagli complessi, bensì caratteristiche specifiche legate a forme, proporzioni, corrispondenze geometriche. Come ad esempio Oggetti di design con forme squadrate, forme geometriche, modelli 3D utilizzati in edilizia.

Andando in ordine la figura seguente è il “Texture artist” ma di cosa si occupa questa figura professionale nel 3d?

Il texturizzatore

La traduzione in italiano corretta sarebbe “addetto alle texture ” ma come titolo ha il suo effetto. Vediamo nello specifico di cosa si occupa questa figura. L’addetto a questa operazione è colui che si occupa di creare delle texture fotorealistiche e non, le quali andranno poi applicate agli oggetti o in ambienti 3D; realizzati dal modeler. In particolare con delle tecniche specifiche ricrea dei materiali i quali andranno assegnati ad un oggetto; ad esempio una texture del legno, applicata ad un oggetto dovrà riprodurre l’effetto del legno, come ad un tavolo conferendo allo stesso tempo lucentezza, colore e riflessi naturali; ma anche dettagli , come le venature del legno.

Vi sono innumerevoli modi per creare delle “texture” da programmi integrati nei vari software 3D a programmi esterni. Ma l’obbiettivo finale è sempre lo stesso ricreare un ambiente o un oggetto verosimilmente realistico. Un ottimo esempio e quando si ricrea un ambiente interno di desing 3d; l’operatore addetto alle texture deve fare un lavoro molto minuzioso nell’associare i diversi materiali alla mesh, per non vanificare gli sforzi del modellatore.

.

Ecco un esempio della differenza che può fare una texture fatta bene ed una male nel risultato finale di un lavoro.

Un altro aspetto importante e il mapping o meglio il texture mapping; in computer grafica è una tecnica che permette di proiettare una o più texture sulla superficie di un modello 3D, utilizzando le coordinate UV.

texture dell’immagine precedente in 3d con testure applicate male

Il rigger

Altra figura importante è il rigger la parola tradotta in un italiano adattato significa “manovrare”; più verosimilmente aggiungerei articolare/muovere.

Questa specializzazione si occupa principalmente di dare delle movenze alle mesh, come potrebbe essere un personaggio. Ma per fare ciò, prima di tutto deve creare quella che viene chiamata “armatura” o meglio scheletro composto da diversi elementi, appunto detti “bones” essi andranno posti in concomitanza della parti da articolare e associati ai determinati vertici che li compongono.

Per tanto il rigger deve collaborare con il modellatore durante la creazione del soggetto, in modo che la mesh sia il più possibile composta da meno vertici e più pulita possibile e da poligoni che terminano nelle parti da articolare. In questo è possibile avere dei movimenti fluidi , che rispecchiano movimenti naturali.

Un esperimento interessante che vi invito a fare qualora abbiate una mesh organica che rappresenta una figura umanoide è quella di usare la funzione gratuita del rigger di mixamo

Che permette di assegnare un’armatura in modo automatico o quanto meno fornendo al programma i punti di interesse dove assegnare le articolazioni.

Una volta che sarà stata assegnata l’armatura si può scegliere dai tantissimi rig che il sito mette a disposizione .

un esempio di mesh con bones assegnati.

Due immagini affiancate di goldrake dove nella prima a sinistra vi è la figura di goldrake in 3d renderizzata ,mentre nella seconda in modalità wireframe vengono evidenziati i nomi dei bones. IL lavoro del rigger si basa nel riggare i movimentidi tutte le articolazioni

immagine 3D di goldrake con i bones applicati.
Un’ altra figura molto importante è l’Animator.

l’animator

Questa specializzazione molto spesso viene inclusa nelle competenze del rigger se non specificamente richieste per una produzione particolarmente elaborata, come i film prodotti dalla pixar, in cui la mole di lavoro sarebbe troppo grande per una singola persona ,la quale dovrebbe occuparsi di riggare e animare nello stesso tempo molti soggetti, comunque le due figure avranno sempre una collaborazione parallela nel corso del progetto.

L’animator è colui che si occupa di “animare” una scena statica grazie al lavoro svolto dal modellatore e dall’operatore di texturing.

Questa figura ha un ruolo fondamentale per le aziende che creano film, in oltre tra le sue competenze vi è tutta quella parte dedicata al vfx, ossia ricreare effetti speciali come esplosioni o inserire oggetti 3d in una ambiente reale come potrebbe essere, un disco volante che atterra nel piazzale del vaticano o del pentagono.

Altra figura che sta suscitando interesse negli ultimi anni è il Printer 3D.

Il Printer3d o meglio comunemente colui che si avvale di una stampante tridimensionale per rendere reali oggetti creati in ambiente virtuale.

Una figura relativamente nuova nel settore 3d, che qualora siete interessati ad ulteriori approfondimenti vi rimando ad un mio articolo pubblicato tempo fa “come avvicinarsi al mondo della stampa 3d”.

Tutti coloro che utilizzano una stampa 3d sono dei potenziali printer3D.

Ma questa professione va oltre il solo scopo hobbystico, negli anni ha avuto degli sviluppi in vari settori come :

Questi sono i principali settori ma ve ne sarebbero molti altri da elencare, per cui capite che le possibilità di trovare lavoro in questo ambito è molto variegato e dipende principalmente dal tipo di formazione tecnica di settore che ognuno ha.

Un altra area di lavoro che interessa il 3d è il ramo videoludico con la figura professionale del Game Artist .

Che sarebbe in poche parole colui che crea contenuti per i videogiochi con diverse competenze tecniche, molte delle quali racchiuse nei punti sopra elencati.

Dunque dopo questa lunga spiegazione dei vari settori di impiego per il mondo 3D vediamo come è possibile trovare lavoro e dove cercarlo.

  • Il primo passo è creare un proprio portfolio di libero accesso dove sarà possibile consultare le vostre opere da coloro che vorranno fare indagini sulle vostre competenze.
  • Il secondo step sarebbe di aprire un profilo su linkedin in modo da avere visibilità a vari reclutatori in cerca di artisti.
  • Il terzo passo avere una buona padronanza di diversi software 3D, o quantomeno saperli utilizzare, molte aziende richiedono di lavorare con programmi specifici per tanto limitarsi all’uso di un solo programma non basta.
  • Il Punto successivo è quello di iscriversi a piattaforme tipo monster ,per cercare lavoro.
  • Anche creare un curriculum dedicato al settore, che sia chiaro, conciso ed esplicativo.
  • Fare corsi di formazione o stage è un ottima opportunità, vi sono molte piattaforme dedicate a corsi per il settore, come ad esempio “Talentform”.

Vi lascio dei link utili per informarvi su come lavorare nel settore del 3D oltre quelli sopra indicati.

YOUTUBE.

Che lavoro fai? IL 3D DESIGNER

Lavorare nel campo della Modellazione 3D

Quale software devo conoscere per lavorare nel mondo del 3d?