Stampa 3d e post produzione

Come ottenere un risultato perfetto dalla stampa 3d

La stampa 3d si suddivide in tante categorie, ma coloro che possiedono una stampante (FDM) a filamento; conoscono bene i problemi che queste stampanti possono dare al risultato finale.

Come funzionano le stampanti 3D FDM.

Come funzionano le stampanti 3d FDM

Spieghiamo in breve cos’è la stampa 3D e come funziona; “Le stampanti 3D FDM formano strati depositando linee di materiale fuso. Con questo processo, la risoluzione della parte viene definita dalla dimensione dell’ugello di estrusione.

” Da tutto ciò più semplicemente possiamo affermare che la stampante FDM è un processo che prevede un ugello di diverse dimensioni, in cui viene estruso il filamento che va a sovrapporsi dal basso verso l’alto a strati che ne determinano l’altezza”.

Come funziona la stampante 3D FDM. “Per coloro che non possiedono una stampante spieghiamo in breve il suo funzionamento”: la stampante, per realizzare modelli in 3D, ha bisogno di un file che gli dia le istruzioni giuste. Questo avviene grazie all’ausilio di appositi software, quindi più semplicemente di un programma che traduca il file 3d del modello nel linguaggio compreso della macchina (STL).

Questi software vengono chiamati SLICER, perché affettano l’oggetto 3D in tantissimi porzioni (LAYER), sovrapposti uno sopra l’altro. Una volta generato il file STL la macchina è in grado di leggere le istruzioni che lo SLICER gli ha fornito; per tanto di creare il nostro oggetto. Questo avviene grazie ad un filamento che viene fatto passare in una cartuccia riscaldante, la quale fonde il materiale e lo estrude attraverso un ugello, che quest’ultimo lo deposita sul piatto della stampante, strato sopra strato dal basso verso l’alto per infine giungere al termine del completamento dell’oggetto”.

Il problema di questa tecnica è che inevitabilmente, tra gli strati (layer) si avranno più o meno degli spazi; i quali daranno indubbiamente un effetto antiestetico al nostro oggetto stampato; il quale non avrà un aspetto bello liscio e uniforme. Questo può avvenire per molti fattori, vediamo insieme quali sono i fattori più determinanti per avere una stampa ottimale:

Impostazione ottimale della stampante 3D

  • Stampante in piano, la stampante deve poggiare su un piano stabile
  • Le cinghie devono avere la giusta tensione non troppo e nemmeno troppo poco
  • Il piano della stampante deve essere ben livellato
  • La velocità di stampa è determinante per una stampa ottimale
  • Temperatura di stampa, fate diversi test di temperatura quando cambiate materiale.
  • Ugello; un ugello piccolo avrà una risoluzione migliore nei dettagli
  • Slicer controllare tutti i parametri del programma di slicer

(Vi consiglio un set molto utile per pulire e smontare gli ugelli della stampante3d)

La preparazione

Ma non ostante tutti questi parametri sono settati correttamente le nostre stampe avranno sempre ed inevitabilmente dei layer più o meno visibili, quindi l’unico rimedio è una buona dose di POST PRODUZIONE. Vediamo come procedere per avere un risultato ottimale con oggetti finiti da fare invidia a chiunque. Di seguito vi illustrerò i vari passaggi, per ottenere oggetti con una rifinitura liscia e lucida.

comò in miniatura con rapporto 1/12 colorato con effetto legno

Con questo processo potrete ottenere risultati simili alle foto o anche migliori, tutto dipende dalla vostra abilità manuale, la quale comunque si può acquisire con il tempo e la pratica.

Comò rosa pallido stampato in 3d e colorato con aerografo.
Comò rosa pallido con simulazione del top in marmo rosa.

(Chiunque fosse interessato al file STL del comò si iscriva alla community e mi contatti!)
IL processo di post-produzione.Dopo aver terminato la stampa del nostro oggetto, se fosse necessario rimuoviamo i supporti generati, e controlliamo i punti dove si riscontrano anomalie. Laviamolo con del sapone sotto l’acqua in modo da togliere eventuali impurità, una volta terminato asciughiamolo con un panno di cotone in modo che non presenti umidità nelle fessure. Siamo arrivati alla prima fase sella post produzione, solitamente qui si dividono due scuole di pensiero; coloro che preferiscono levigare a mano e coloro che invece utilizzano come ausilio un “dremel”, personalmente io utilizzo entrambi dipende dal pezzo e dalle caratteristiche quindi vi rimando ad una vostra valutazione personale in base al pezzo che dovrete trattare. di seguito vi illustro gli attrezzi che utilizzo per le mie post produzioni e con cui mi trovo benissimo:

(clicca per aprire il link)

Quindi daremo al nostro pezzo una carteggiatura con grana grossa solitamente 120/230 carteggiando in modo uniforme ,bagnando frequentemente il pezzo in acqua fredda in modo che non si scaldi troppo (specialmente se è stampato in PLA), in oltre se si utilizza un “dremel” impostare i giri al minimo. una volta terminata la sgrossatura si passa allo step successivo della postproduzione ossia alla stuccatura. Personalmente per appianare pezzi che presentano avvallamenti importanti utilizzo uno stucco per plastica. mentre per rendere lisciare il pezzo e coprire lo spazio dei layer utilizzo uno stucco bianco.

Mi raccomando di passare uno strato sottile di stucco, aspettare che si sia asciugato e poi carteggiate con una grana fine 800/1000 e ripetere l’operazione fin quando non si sia ottenuto il risultato che si desidera. Per aver un risultato finale la parte stuccata deve essere spianata in modo che passandoci il dito non si rilevino ne avvallamenti e tantomeno gradini, la parte deve risultare liscia. Quando ci riteniamo sodisfatti del risultato finale ottenuto passiamo alla fase successiva.

IL FONDO RIEMPITIVO

Puliamo il nostro oggetto con un panno, oppure con una spazzola dalle setole morbide in modo da levare via la polvere o sporcizia. Questa operazione, va eseguita all’esterno .

Siamo arrivati alla fase del fondo riempitivo o primer, per quanto possa sembrare semplice; questo processo è molto delicato perché la quantità spruzzata potrebbe andare a coprire piccoli dettagli del nostro oggetto rovinando l’estetica ed il risultato finale. Per questa operazione vi consiglio di utilizzare uno spray di qualità in modo da non vanificare tutto il lavoro eseguito in precedenza; personalmente utilizzo questo. Per eseguire questa operazione, sarebbe preferibile avere l’oggetto sospeso; ad esempio appeso. Ma va bene anche appoggiato su di una superfice dove poterci girare intorno.

una volta posizionato il nostro oggetto e aver agitato bene la bomboletta spruzzare da una distanza di almeno 25 cm, con piccoli getti per volta in modo da non far colare il prodotto e al fine di evitare troppo deposito in parti con dettagli e farli coprire. lasciare asciugare per dieci minuti e poi ripetere l’operazione con una seconda mano leggera ; ricordandosi di non esagerare eccessivamente con la quantità del prodotto al fine di preservare i dettagli. Terminata questa operazione lasciamo asciugare il pezzo per almeno 12 ore in modo che si uniformi al pezzo.
Arrivati a questo punto la maggior parte del lavoro è terminata, in questa fase se il nostro oggetto presenta qualche difetto sarebbe visibile, per tanto intervenire nel modo che si ritiene opportuno e ripetere le operazioni; di conseguenza se il nostro oggetto non ha nessuna imperfezione diamo un’ultima carteggiata con una grana sottile 1000 e subito dopo possiamo passare alla parte finale la colorazione.
Come colorare un oggetto dopo aver eseguito la post-produzione?

Come colorare un oggetto 3d

In questa fase esistono due tecniche diverse che portano allo stesso obbiettivo con risultati quasi simili ma che hanno differenze sostanziali. le due tecniche sono :

  1. utilizzo di un aerografo
  2. pittura a mano con pennelli da precisione

Personalmente utilizzo la prima perché mi permette di dare effetti che con il pennello sarebbe difficile da ottenere come il finto marmo o l’effetto legno oltre che le varie sfumature.

Di seguito per facilitarvi il recupero dei materiali inserisco i link di dove trovare l’occorrente ad un prezzo conveniente.

Una volta recuperato tutto l’occorrente per la rifinitura, procediamo con la colorazione del nostro oggetto; se non siamo in possesso ancora del materiale non ci rimane che ordinare l’occorrente dai link sopra indicati e poi iniziare a colorare il nostro oggetto in base ai nostri gusti o a riferimenti delle caratteristiche proprie dell’oggetto. Una volta terminata la colorazione lasciamo il pezzo ad asciugare per un periodo di tempo che varia dalla 4 ore alle 8 ore ;dopo di che procediamo con la rifinitura finale ossia passare la protezione o meglio il trasparente, in questa fase dobbiamo scegliere quale sia l’effetto finale che desideriamo; se vogliamo che il nostro pezzo sia lucido oppure opaco. difatti in commercio esistono trasparenti i quali danno un effetto lucido brillante oppure opaco.quindi è una scelta che varia in base alla tipologia dell’oggetto da trattare e dai vostri gusti personali.

Vi ricordo, che queste operazioni vanno effettuate all’aperto; con l’ausilio delle dovute precauzioni come mascherina e guanti. Non mi assumo nessuna responsabilità di danni a persone o cose da un uso errato o da incidenti di ogni sorta. questo articolo vuole essere un esempio di post produzione frutto di una lunga esperienza nel settore della stampa 3d e della postproduzione.

Spero di esservi stato utile in questa breve guida, se avete domande scrivetelo nei commenti e iscrivetevi al mio blog per rimanere aggiornati per i futuri articoli che usciranno relativi alla stampa 3d. BUON LAVORO.

Qualora qualcuno, fosse interessato ad approfondire l’utilizzo dell’aerografo; potrà contattarmi inviandomi una email dal menù principale del blog.
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